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CUORE DI FALCO di Valentina Magnani

Dora guardò il suo bambino sorridendo.

Distesa tra le calde coperte del letto dell’ospedale, era stanca e indebolita ma felice.

Nove mesi di attesa e di ansie. Finalmente era arrivato il momento di poterlo vedere, di poterlo toccare.

Il piccolo era nato e ora stava adagiato sul suo seno protetto dalle sue braccia.

Il neonato, tre chili e mezzo, mostrava di essere in ottima salute.

Il faccino era tondo come una mela, gli occhi castani erano spalancati al nuovo mondo e la bocca era piena e carnosa.

Aiutata dal giovane padre, si alzò in posizione seduta e sollevò il piccolo tenendolo da sotto le braccia.

Il neonato sembrò, prima, fissare la madre negli occhi, poi girare lo sguardo verso l’altro genitore che teneva il viso attaccato a quello della madre, infine aprì la bocca in una specie di sorriso mentre gli occhi di Dora si gonfiavano di lacrime di commozione.

Fu così che il piccolo essere emise un gridolino che sembrò come di gioia, aprì le braccia, e sulla sua schiena comparvero due grandi ali piumate, come quelle di un falco.

Dora emise un urlo per la sorpresa, ma non si spaventò. Cominciò a singhiozzare sommessamente mentre il suo Massimo l’accarezzava.

«Ha le ali da falco, come quelle di nonna Diletta!»  esclamò, tra i singhiozzi, la ragazza.

Il resto della sera i due giovani la passarono ad accarezzare le ali piumate del loro figlio.

Poi, la neomamma si addormentò. Era stanca per il parto e prostrata dalle emozioni.

Ora, Dora aveva il suo bimbo speciale!

Le avvisaglie del parto si erano presentate alcune ore prima, con la rottura improvvisa delle acque, mentre Dora era in piena attività. Lei aveva temuto che, addirittura, nascesse in strada.

«Non ti avevo, forse, detto che gli ultimi giorni non ti saresti dovuta muovere di casa?» l’aveva rimproverata la dottoressa Rossi mentre ripuliva il piccino dal liquido amniotico.

La Dottoressa Eliana Rossi era ginecologa all’ospedale Sant’Anna da quarant’anni. Era legata alla famiglia di Dora e, particolarmente, a lei. Da quando la ragazza l’aveva informata di essere incinta le aveva raccomandata ogni precauzione conoscendo la sua iperattività.

Dora aveva sbuffato e lavato gli occhi al cielo

«L’ho dovuta accompagnare! Ha tanto insistito! Ci ho persino litigato, ma non c’è stato verso di farle capire quanto fosse pericoloso» aveva tentato di giustificarsi Massimo accarezzando i capelli dell’amata.

«Guarda quanto è bello, hai voluto rischiare ma per fortuna è andato tutto bene!» aveva aggiunto, subito dopo, la dottoressa con un ampio sorriso accondiscendente.

Dora aveva risposto al sorriso con uno sguardo di gratitudine.

I due giovani si erano conosciuti frequentando una sala dove si insegnavano balli latino-americano di gran moda. L’insegnante aveva formato delle coppie. Loro due sembravano perfetti per stare insieme. In verità, soprattutto lui, erano timidi e imbranati. Tuttavia, nonostante reciproci pestoni, nacque tra loro un amore così coinvolgente che era davvero raro vederli da soli.

Dora proveniva da una famiglia di gente semplice. Le loro mani erano quelle di chi è abituato a guadagnarsi il pane con i lavori dalla terra. Anche lei, come tutti gli altri componenti, aveva cominciato presto a collaborare nell’impresa famigliare.

Le sue giornate erano lunghe poiché al lavoro univa lo studio. Così facendo era riuscita a diplomarsi con ottimi voti.

Anche la famiglia di Massimo era, dal punto di vista economico, assai modesta.  Pure lui, tuttavia, unendo lavoro e studio era riuscito a diplomarsi brillantemente.

Quella era stata la sera dell’inizio del corso di ballo in cui si erano iscritti.

A Massimo apparvero, all’improvviso, due grandi occhi scuri che sembravano rispecchiare la luce che illuminava il grande salone. Poi vide che i capelli di quella fanciulla erano come i raggi dorati riflessi dalla luce mattutina sul grano maturo.

Fu così che Massimo disse a sé stesso che non avrebbe potuto più vivere lontano da quella creatura celestiale.

Due giorni dopo, mamma e papà poterono portare a casa il loro piccino con le grandi ali da falco. Era un essere speciale. Per Dora e Massimo, però, era proprio di una bellezza ineguagliabile.

Trovargli il nome più appropriato non era stato facile. Alla fine, dopo tanti tentennamenti e ripensamenti, Mauro era sembrato il più adatto, per via dei ciuffetti mori che aveva in testa.

Falco sarebbe stato troppo originale.

CONTINUA

CUORE DI FALCO è un romanzo di Valentina Magnani

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