Diacronie cromatiche

Occhi adombrati, trasparenze confutate,
boccoli che appaiono al sol profilo.
Definito, armonioso.
Postura fondata su certezze immutabili.
Divani consumati da quesiti.
Sei la risposta ad essi.
Il punto di vista, l’oltre.
L’alternativa a schemi mentali, fondamenta, costruzioni interrotte
scheletri di cemento su ammassi di necessità, bisogni, sogni.
Intravediamo l’amore ma non lo afferriamo.
Ci hanno tolto le mani.
Chi ci accarezzerà ora?
Ci resta l’andare.
Fecondi cammini sotto cieli stanchi.
Diacronie cromatiche.
Avverbi estesi,
eloqui essenziali come persiane polverose,
siamo le nostre parole;
sillabe espropriate da arcani vocaboli.
Noi, essere discutibili
siamo il non detto, gesti immaginati e diaframmi gonfi
e similitudini varie.

Diacronie cromatiche è una poesia di Sara Pagliaretta