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IL SILENZIO DI UNA CASA IN MONTAGNA di Virginia Piazza (12 anni – seconda media)

Per chiunque l’avesse vista da lontano, quella era soltanto una casa di montagna. Una casa che stava lassù, dove le nuvole sfioravano il cielo.

Era stata di proprietà della signora Maria Pina Casolano, semplicemente detta Pina dai vecchi amici.

Per anni e anni la casa aveva cercato un proprietario che si prendesse cura di lei, come aveva fatto la vecchia Pina, ma mai era stata venduta.

Giù a valle, in paese, dicevano che quell’abitazione fosse infestata. Infestata dallo spirito del marito della signora, che era morto in guerra, per giunta. Pina mai avrebbe voluto che voci del genere macchiassero la reputazione della sua bella baita, e molto probabilmente neanche il marito sarebbe stato d’accordo, se avesse saputo una cosa del genere.

Insieme alla signora, in quella casa avevano vissuto anche un gatto e un cane, che tutti chiamavano semplicemente “Gatto” e “Cane”. Pina amava quegli animali come dei figli. Erano apparsi un giorno e non se ne erano più andati.

Quando in paese parlavano di questo, uomini, donne o chiunque si intrattenesse in quel momento con il suddetto argomento, si limitavano a dire:- Quella vecchia pazza, ormai non distingue più gli animali dagli uomini.

E così era. Pina non capiva perché gli uomini desiderassero così fortemente separare le specie. Gatto e Cane erano come figli per lei. La sera, quando la luna riempiva il cielo e il freddo si faceva sentire, Cane si sdraiava davanti al caminetto e Gatto si acciambellava su una delle due vecchie poltrone che Pina teneva in salotto e aspettavano che arrivasse anche per loro la cena.

Per Pina tutto era perfetto così com’era.

Anche se tutto non dura per sempre.

Un giorno arrivò suo nipote, che notò il freddo che c’era in quella casa e pensò che fosse meglio inserirci un moderno e sofisticato impianto di riscaldamento, così Pina non avrebbe avuto più bisogno di accendere il fuoco nel camino.

E così fu.

E così Cane se ne andò, dato che non aveva più trovato il fuoco nel caminetto vicino a cui si sdraiava la sera.

La settimana dopo arrivò sua nipote, che notò le due vecchie poltrone che c’erano in salotto e pensò che fosse meglio sostituirle con un’altra poltrona “Super Deluxe” reclinabile, appena uscita sul mercato, così Pina non avrebbe avuto più bisogno di utilizzare le sue vecchie ossa fragili per alzarsi.

E così fu.

E così anche Gatto se ne andò, dato che non aveva più trovato la vecchia poltrona in cui si sdraiava la sera.

E Pina si rese conto di essere rimasta da sola con la sua vecchia ma ultramoderna casa.

Un mese dopo arrivarono entrambi i suoi nipoti, che videro quanto fragile e vecchia era diventata la loro nonna e pensarono che sarebbe stato meglio affidarla a una casa di riposo, così avrebbe avuto le cure necessarie se si fosse sentita male.

E così fu.

E così la vecchia casa in montagna si ritrovò da sola, con un cartello alla finestra con scritto “vendesi”, perché nessuno ormai la abitava più.

IL SILENZIO DI UNA CASA IN MONTAGNA è un racconto di Virginia Piazza (12 anni – seconda media)

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