Mutismo corale

Mutismo corale, innaturale, computato
Assenza di capitelli,
colonne magre mangiate dalla pioggia
bagno perpetuo del mondo che scioglie con tenacia conguagli frequenti.
Capelli sugli occhi, visione laterale.
Scegli le mie ossa, terra fradicia
ripercorri il mio andamento, le linee che ci differenziano
trasloco dai pregiudizi, indice di malore.
Dammi le tue braccia, cerchio perfetto l’abbraccio.
Anche i sassi vagheggiano oggi
fecondo sole,
per acque senza sponde.
Mare giovane continuo trasporto.
Ecco cosa dovremmo essere:
onde che infrangono regole asciutte,
irrite, infeconde.
Mare affine ad un’amarezza negata
restano sguardi
mentre la terra ci guarda e gli alberi ci proteggono.
L’universo,
noi gemme mai sbocciate.
Paure antiche l’hanno proibito,
ma il tempo ricorda che occorre non ricordare,
ma acquietarsi.
Posticipare come vino invecchiato.
Il tempo saprà cosa fare di noi
e dei sollievi incerti.
Pomeriggi distinti da una dolcezza celere,
ma colma di pure realtà.

Mutismo corale è una poesia di Sara Pagliaretta