PROSECCO di Rosanna Antola

A dirla tutta, i primi esperti che mi hanno incontrato hanno strabuzzato gli occhi, piegato le

labbra come si fa davanti a una mezza calzetta.

Il mio colore e il mio profumo han fatto di me un tipo bislacco.

Eh, già… Che potevo fare quando nominavano Mister Spumante, quel borioso e signor son

meglio di tutti voialtri.

Che poi, tanta pompa magna davanti a Monsieur Champagne, non è servita a nulla.

Potevate essere meno competitivi, e avreste avuto ciascuno il vostro momento di gloria!

Tornando a me, son sempre stato felice, coccolato da gente che ha sfidato salite che non ve le raccomando.

Aspettavo sul Montello (Veneto) l’acqua e il sole, vedevo la gente gloriosa, quasi eroi nel montare e smontare i tubi per darmi da bere.

Sono un’uva semplice, ma un giorno son diventata spumeggiante.

Gli esperti di un tempo, muovendo i calici, han goduto i miei profumi, il mio retrogusto.

Mi hanno chiamato “prosecco”.

Modestamente, ho le bollicine pure io!

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