Amore di mamma

Micio, il gatto randagio che durante il giorno gironzolava per i giardini del quartiere in cerca di cibo, e nella notte, per i tetti delle case alla scoperta di nuove amicizie, vide una sera, affacciata alla finestra, Bianchina, una gattina tutta bianca e se ne innamorò.
Anche Bianchina aveva notato il bel gatto nero e lo ricambiava d’altrettanto affetto, ma poiché era inverno inoltrato, Sabrina, la sua padroncina d’otto anni, teneva chiusa la finestra di casa e la gattina non aveva mai potuto incontrare il suo amico.
Micio le cantava bellissime serenate e Bianchina ascoltava, guardandolo affascinata attraverso i vetri della finestra. Ormai tutti i gatti del vicinato conoscevano l’amore di Micio e Bianchina.
«Formano proprio una bella coppia!» commentavano, sospirando. «Certo, sono tanto diversi tra loro. Lui è un gran lavoratore, ma è un randagio. Lei invece è molto delicata e appartiene a una famiglia nobile. Chissà se riusciranno a coronare il loro sogno d’amore?»
Una sera, Sabrina aveva aperto la finestra per arieggiare la camera e Bianchina ne approfittò per correre sui tetti.
Micio la vide e subito le andò incontro.
«Buona sera!» la salutò timidamente, consapevole della loro differenza sociale.
Poi aggiunse:
«Non mi giudichi uno sfacciato, ma sono così poche le occasioni per poterla vedere!»
Bianchina sentiva che il cuore le batteva forte e si sedette turbata e confusa.
«Buona sera!» rispose con un filo di voce, evitando di guardare il suo innamorato negli occhi.
Micio si fece più intraprendente.
«Mi vuole sposare?» disse tutto di un fiato, come si fosse levato un peso dallo stomaco.
Sentendo quelle parole, Bianchina divenne tutta rossa in viso per l’emozione, ma l’amore per il bel gatto nero era veramente grande.
«Sì!» rispose, senza neanche rendersene conto. «Non so però quando potremo celebrare le nozze perché la mia padrona mi tiene sempre in casa.»
«Non importa!» la interruppe Micio al colmo della felicità. «L’interessante è sapere che mi ami, tutto il resto viene dopo. Io, intanto, preparo ogni cosa. Parlo con il parroco e con il sindaco del quartiere, cerco i testimoni e avverto tutti i miei amici che si tengano pronti per la cerimonia.»
«Va bene!» concluse Bianchina e rincasò, senza che la padrona si fosse accorta della sua assenza.
Micio quella sera se ne tornò nel suo povero, alloggio cantando e fischiando per la gioia e volle festeggiare l’avvenimento offrendo a tutto il vicinato, una lauta cena.
Trascorsero alcuni giorni senza che Bianchina riuscisse a uscire da casa e i canti amorosi del suo Micio si diffondevano per il quartiere.
Una sera, la bella gattina bianca, al colmo della nostalgia, si mise a grattare i vetri della finestra, guardando languidamente la sua padrona. Sabrina comprese il desiderio di Bianchina.
«Vuoi uscire a fare due passi, vero?» disse la bimba. «…E va bene. È giusto che anche tu prenda una boccata d’aria. Esci e torna presto, mi raccomando.»
Così dicendo, le aprì la finestra e Bianchina sgattaiolò fuori felice.

Amore di mamma è un racconto di Franco Lo Presti