I VIAGGI DI CLARA di Riccardo Allevi
genere: GOTICO
«Ciao Clara», disse con un’espressione alquanto sorpresa l’elegante gatto persiano disteso su una panchina nei pressi della Fontana di Trevi, «non mi aspettavo di trovarti qui, pensavo fossimo d’accordo che oggi ci saremmo incontrati a Plaza Mayor, che fosse il turno di Madrid».
«Hai ragione Minù, è che proprio non riesco a resistere al fascino di Roma.»
Buio.
Porta che sbatte.
La bestia è uscita.
Tregua.
Nella vita precedente Clara era una ragazza radiosa e stracolma di vitalità.
La curiosità che la accompagnava fin da piccolina e la smania di esplorare il mondo la spinsero ad intraprendere la carriera di assistente di volo.
Destino volle che proprio in uno dei suoi amati viaggi di lavoro incontrò la bestia.
L’infimo essere immondo si presentò con modi affabili e benevoli riuscendo a nascondere i denti aguzzi e gli occhi iniettati di sangue dietro un fulgido sorriso e uno sguardo ammaliante.
Per Clara fu amore a prima vista.
Inizialmente considerò il rapporto con la bestia come una rivincita per tutti coloro che le dicevano di rinunciare al sogno dell’amore perfetto. Aveva vinto, era convinta di aver finalmente trovato il principe a cui donare le chiavi del suo regno.
L’idillio durò poco.
La discesa agli inferi cominciò con un nonnulla.
Le prime fiammelle potevano spegnersi con un mucchietto di sabbia:
«Lascia perdere che non capisci niente».
«Stai zitta.»
«Dove cazzo vai in giro vestita così?»
Ma Clara non diede la giusta importanza ai segnali…
“È per il mio bene”, pensava, “se il mio amore dice così è perché ha dei validi motivi e devo migliorare”.
Le piccole fiamme divennero incendio e dopo il primo schiaffo tutto il regno incantato bruciò.
L’unica a salvarsi fu l’affezionata gatta Minù, la sola presenza amica nella casa/prigione.
La bestia aveva risucchiato da Clara tutta la gioia di vivere e la costringeva con la violenza ad essere sempre disponibile per le sue ripugnanti volontà.
Ed era proprio in quei momenti che Clara si rifugiava lontano, nei rassicuranti ricordi dei suoi viaggi intorno al mondo.
Nuovo giorno.
«Ciao Clara, dove siamo oggi? È strano questo posto, direi quasi indefinito.»
«Indefinito è proprio la parola giusta mia dolce Minù. Stiamo volteggiando nel mio amor proprio ma è la prima volta che lo abbraccio veramente e sto cercando di dargli una forma. Ho deciso di dire basta, ho trovato la forza di chiedere aiuto.»
«Sono fiera di te padroncina e poi mi ero stancata di accompagnarti nel tuo vagabondaggio…Sono pur sempre una gatta io!»
Toc toc in lontananza.
Una voce rincuorante
«Polizia, aprite.»
I VIAGGI DI CLARA di Riccardo Allevi
genere: GOTICO