IL COMMENTO DI UN LEGEND STAMURA SU LUNA ROSSA di Nino Lacerra

Quando Guido Fariello mi ha chiesto di riassumere in un breve racconto le mie sensazioni ed emozioni a proposito dell’avventura di Luna Rossa in Coppa America, non nascondo che ho avuto un mare di dubbi.

Erano tanti i pensieri e non riuscivo a decidere se dare all’articolo un taglio di tipo filosofico, o teorico, oppure analitico.

Infatti, la mole degli input ricevuti dai Social, dalle dirette TV notturne delle regate, dai commenti più o meno tecnici provenienti dalle fonti più disparate, mi hanno letteralmente mandato in confusione.

Sull’evento ho letto di tutto: ho ascoltato dagli splendidi elogi alle critiche più basse; dai commenti su soluzioni tecniche evolute ai vecchi concetti di vela; dagli insulti gratuiti ai complimenti smodati. E ciò in contrasto con la calma e la pacatezza che le cronache di uno spettacolo magnifico come quello meritasse.

Così, ho pensato di rifarmi alla mia esperienza di regatante ed evidenziare, in un elenco mirato, le differenze rilevate nella vela moderna rispetto a quella tradizionale da me vissuta nella seconda metà del secolo scorso. Considerare, cioè, dal punto di vista tecnico e, poi, filosofico, quanto è cambiato nella vela, … se vela è! …

Veniamo al dunque!

Per chi come me va a vela da sessant’anni, la differenza su concetti base tra ciò che era e ciò che è risulta fenomenale.

Si chiama progresso.

Partiamo dalle basi che si apprendono nei corsi di vela di iniziazione.

Una volta, l’Opera Viva, lo scafo e tutto ciò che era a contatto con l’acqua aveva una importanza determinante per forma, materiale e linee d’acqua. Ora tutto questo è solo FOIL poiché tutto il resto, l’Opera Morta, è in aria e vola.

L’aria che ti spinge non è più solo il vento ma la tua stessa velocità che dà spunto alla tua barca.

Il volo è tecnologia pura ai massimi livelli e Randa e Fiocco costituiscono una vera Ala.

Cazzare o lascare lontani ricordi.

Orzare o poggiare impegnative manovre coordinate con tre o quattro punti di criticità non solo per il Timoniere ma per tutto il Team.

Le Virate e le Abbattute, snodi cruciali per il mantenimento dell’equilibrio del volo.

Non solo il mezzo utilizzato è l’espressione di differenze sostanziali, chiamarle ancora barche e a dir poco riduttivo, ma anche il Campo di Regata risulta assolutamente differente.

Prima era esteso praticamente all’infinito, oggi invece ben delimitato come un tavolo da biliardo con bordi esterni imposti.

Pensate! Prima con un bordo di bolina alto sopra la lay line si poteva commettere un errore tattico, oggi lo sfiorare il bordo stabilit0 provoca una penalità.

Il Boundering come limite alla navigazione.

Se poi nella rappresentazione eccellente delle TV SKY o RAI DUE pensiamo alle linee di uguaglianza si capisce con chiarezza che il mondo della vela è veramente cambiato … Non so, però, se in meglio!

Ed infine, anche la velocità per tutto. Dalle partenze in modalità Match Race, determinanti per la vittoria, ai tempi di percorrenza dei singoli lati (3-4 minuti a 40-45 nodi). Non c’è tempo di sbagliare e di correggere!

A bordo di Luna Rossa, due timonieri, uno per Mure a dx e l’altro per Mure sx, ed un tattico che detta, osservando il campo e milioni di dati, dove manovrare.

Poi ce l’utilizzo del FOIL! La vera novità. Di diverse dimensioni: più grande per maggiore stabilità anche in manovra; più piccolo e piatto per maggiore velocità. Ma sempre entro dimensioni prestabilite. In questo campo lo sviluppo tecnologico deve ancora fare passi da gigante.

Eppòi, la nuova tecnica delle coperture! Assolutamente rivoluzionate dal fatto che i bolidi volano con il vento apparente e i coni di disturbo possono essere assolutamente determinanti, ma diversi da quelli che un tempo si utilizzavano.

Aggiungo una considerazione di mercato. Molte sono state le novità in Coppa America. Quando fu adottata la famosa forma del bulbo a V il mercato lo adottò per molte barche da diporto. Mi rimane difficile pensare ai nostri diportisti che possano raggiungere il Trave con la loro imbarcazione munita di FOIL e la loro famiglia attrezzata con i caschi, a 40 nodi.

Tante le differenze, quindi, tra prima e oggi.

E con tutto ciò che ci è stato proposto anche noi siamo cambiati.

Ho passato intere notti dalle 3:45 alle 6:00 con i vecchi LEGEND STAMURA collegati da diversi punti d’Italia in WhatsApp   tutti calamitati e scambiarci le nostre impressioni. Tutti velisti con le proprie idee, ma consapevoli della differenza tra la vela vista in poltrona e quella dello schermo TV.

E vi assicuro che di temi da trattare, di errori relativi ai vecchi ma sempre validi concetti tattici se ne sono visti molti. Da errori nelle scelte, a errori di tattica ad errori di conduzione, errori che, per fortuna, hanno dato un senso più umano alla competizione.

Altrimenti, tanto valeva prendere una Play Station e cimentarsi in una Virtual Regata come quelle in uso.

Ma, la butto lì oggi, e ritorno ad alcuni episodi e alcune vicende sofferte in queste magiche notti, ipotizzando il se “fosse andata diversamente”.

Ricorderemo per molto tempo gli episodi chiave delle 10 regate di finale tra Luna Rossa e New Zeland ma due i punti inconfutabili.

Il Primo. New Zeland è risultata più veloce sempre.  Peccato non averla vista con 20 nodi di vento reale.

Luna Rossa più abile nelle manovre, almeno all’inizio.

La prova sta nel fatto che le nostre vittorie sono state sempre di misura per pochi secondi e pochi metri le loro con distanze e tempi notevoli.

Se riuscivamo a far loro da “tappo”, come in una bottiglia di MOET, andava tutto ok. Ma, appena si liberavano dal nostro marcamento, non li vedevi più.

Dopo il 3 a 3 sono praticamente tre gli episodi che meritano una riflessione.

Race Sette. Se al termine del lato di poppa, approccio al cancello Mure a sx, avessimo proseguito nella boa di dx per poi orzare, invece di strambare alla boa di sx, perdendo i pochi metri di vantaggio, … come sarebbe andata? …

Race Otto, la più rocambolesca. Prossimi a superarci in poppa, NZL stramba e si siede in acqua per quattro minuti. Noi, prossimi al gate di bolina, viriamo e ci sediamo per dieci minuti prima di riprendere il volo!  … Sfortuna?

Race Nove, la più discussa. Ultima bolina decidiamo di virare mettendoci Mure dx costringendoli a virare verso dx. Non aspettavano altro. Non solo per arrivare al gate con precedenza ma per sfruttare il consueto salto a destra del vento.

L’incrocio successivo è fatale! E sono 6 a 3!

Non do giudizi! Ma, i pensieri di tutti noi Legend sono coincisi e diventati unanimi.

Per il tattico ci sono due strade: A o B. Se si sceglie A e risulta vincente B trattasi di errore!

E, maggiore è l’errore di non ammetterlo!

Scusate la franchezza! 

Forza Luna Rossa!

IL COMMENTO DI UN LEGEND STAMURA SU LUNA ROSSA è un racconto di Nino Lacerra

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