La stagione dell’indipendenza dello spirito

Era una calda e serena estate quando la tenera esperienza di una famiglia di libellule coinvolse un po’ tutto ciò che la circondava.
Comparivano dei personaggi brillanti, con le loro speciali vicende, che ben figuravano sotto i riflessi del forte sole, che in quell’anno colorava più intensamente anche le strade di molti vicini paesi esistenti.
Il sole donava generosamente il suo riflesso a folle di animali, bambini, artigiani, contadini, infermieri, portieri e innamorati… e tutti coloro capaci di provare un forte stupore.
Era un’estate fantastica. La grande e consumata madre terra, quella rara volta, fu custode di numerosi sogni.
Fu così che nacque una leggenda moderna, la quale racconta che il pianeta terra in quella stagione protesse in modo speciale certi ardenti sogni che danzavano nella spaziosa abitazione di una graziosa donzella.
Giunse finalmente per lei, come per quelle speciali libellule, ormai residenti nel suo giardino, un periodo particolarmente importante: La Stagione dell’Indipendenza dello Spirito.
La donzella desiderò celebrare questo momento personale, attraverso un viaggio. Desiderò inoltre dipingerlo d’argento e cominciare fin da subito a sentirsi indipendente, come l’aria.
Il colore argento nell’aria andava a mescolarsi con le atmosfere del mondo.
Nel tempo precedente a queste magiche giornate la ragazza si era sentita spesso, ovunque, un po’ inadeguata. Ora invece le sue ali ripresero ad aprirsi con gioia ed eleganza.
Fu così che lei assaporò, come mai aveva fatto, il tempo presente.
Il suo animo non tralasciava niente e parlava, parlava… e molti fatti descriveva.
La giovane donna, assieme al suo animo, esordì sorridendo:
‹‹Sono in cammino, che emozione!
Oggi mi trovo in una delle cittadine più verdi del paese; caspita quanti alberi!
Sto facendo un bel viaggio e ora passo di qua; che curiosa sensazione!
Cammino e conduco allegramente il passo davanti ad una scultura, che si trova vicino a una stazione ferroviaria. Una scultura costruita con molto estro e dalla forma allungata simile a un cavallo! Non è un’opera di grande importanza storica, ma a me stessa regala energia e mi suggerisce, come lo farebbe un’insegna luminosa, di osservare la natura.
Ciò mi sarà di gran giovamento ed è stupendo alzare gli occhi al cielo.
Egli è particolarmente azzurro quest’oggi; sembra che stia governando il mondo.
Continuo a camminare e il mio passo avanza tra i palazzi nelle strade del centro della città.
Supero incroci di vie, piazze e gradevoli fontanelle.
Arrivo nella piazza principale.

La stagione dell’indipendenza dello spirito

è un racconto di Laura Adriani