UN FIGLIO AD OGNI COSTO di Maria Teresa Breviglieri

Foto di Mystic Art Design da Pixabay 

 30 maggio 2021  

                                                                                                     

Le lacrime scendevano copiose dal volto di Jenny mentre leggeva il referto.

Cercava di trovare un appiglio che le desse una minima speranza ma non riusciva a trovare nulla.

Il responso non lasciava scampo, purtroppo era sterile.

Si sciolse in un pianto disperato ripensando a quante volte lei e suo marito avevano progettato di avere una grande famiglia composta da almeno tre bambini e ora il suo sogno era infranto per sempre.

Cercando il modo giusto di dirlo a suo marito, sentì la porta di casa aprirsi.

Max era rientrato in anticipo con un mazzo di rose rosse. Era il loro primo anniversario di matrimonio e lui aveva organizzato una serata all’insegna dell’amore. Non si aspettava di trovare sua moglie annichilita sul divano.

«Amore che succede?».

Appoggiò le rose sul tavolo della cucina e corse a sedersi accanto alla moglie che appena lo vide, scoppiò di nuovo in lacrime porgendogli il referto.

Max lo lesse e mentre assorbiva i termini medici peraltro molto chiari, il suo viso si rabbuiò. Rimase in silenzio abbracciando Jenny che non riusciva a fermare i singhiozzi.

Restarono così per un tempo infinito fino a che Max reagì, alzò il viso di sua moglie con una mano e mentre con l’altra le accarezzava i capelli, dolcemente le disse:

«Basta lacrime amore mio, non preoccuparti, vedrai che risolveremo. In fin dei conti esiste anche l’adozione. Stai tranquilla tesoro. Andrà tutto bene».

Jenny, rincuorata dalle parole del marito, tentò di sorridere fra le lacrime e a quel punto, Max la fece reagire:

«Forza, vai a prepararti… ti porto fuori a cena!».

«Hai ragione vita mia. Oggi dobbiamo festeggiare. Si risolverà tutto, ne sono sicura!».

La serata, che non era iniziata sotto i migliori auspici, migliorò notevolmente al ristorante, soprattutto quando Max, estrasse dalla tasca della giacca una piccola scatola vellutata.

Jenny pianse di nuovo quando la aprì, ma stavolta di gioia.

All’interno vi era un bellissimo anello con diamante che la riempì di gioia; pensò che sicuramente tutto sarebbe andato a posto. Erano sposati da solo un anno ma il loro amore era iniziato alle elementari e ora all’età di trentacinque anni erano più innamorati che mai.

Nei giorni successivi sia Jenny che Max, nei ritagli di tempo cercavano siti di adozione.

Ne trovarono molti ma, leggendo le recensioni, appurarono che i tempi erano veramente lunghissimi e la burocrazia di certo non aiutava.

Decisero che avrebbero continuato a cercare.

15 giugno 2021

Le agognate ferie erano arrivate.

Max e Jenny quella mattina erano impegnati con i preparativi per la partenza cercando di infilare in valigia più abiti dato che la loro vacanza in Sardegna sarebbe durata circa due settimane.

«Amore ti squilla il telefono!» urlò Max a sua moglie che era appena scesa in cucina.

Jenny fece le scale di corsa, prese il telefono dalle mani di suo marito che aveva risposto dato che era apparso il nome della migliore amica di sua moglie.

«Giulia, tesoro come stai? Scusami ma non ho molto tempo, nel pomeriggio abbiamo il traghetto».

«Jenny, ti prego concedimi un’ora e vieni con me. Ho trovato la soluzione ai tuoi problemi ma non ti posso dire nulla ora. Tra cinque minuti sono sotto casa tua. Scendi e non accetto un no come risposta!».

Giulia riattaccò senza dare modo a Jenny di replicare.

Ella, spiegando a suo marito che Giulia la “reclamava” per un’oretta, si mise una giacca leggera e mentre Max si lamentava del fatto che avrebbe dovuto fare tutto da solo, gli diede un bacio sulle labbra promettendogli di tornare il prima possibile.

Quando arrivò in strada, trovò l’amica ad aspettarla davanti alla porta.

«Andiamo! Forza muoviti!» disse la ragazza strattonando Jenny per un braccio.

«Ma dove mi porti, si può sapere?».

«Ti porto da una persona che ti aiuterà a diventare fertile! Vedrai, avrai tanti piccoli Max!».

Jenny non capiva. Lungo la strada, Giulia le raccontò che aveva conosciuto, tramite una conoscente, un santone che poteva rendere fertili le donne che non avevano speranze di avere figli. Le disse che quell’uomo aveva aiutato molte donne.

«Scusami Giulia, abito a Roma da tutta la vita e non ne ho mai sentito parlare! Non sarà un truffatore?»

«Tranquilla amica mia, non lo è. Non ne hai mai sentito parlare perché risiede qui solo da qualche mese. A proposito, si chiama Karl. Credo sia svedese ma in realtà non lo so esattamente, però parla benissimo l’italiano. La cosa strana è che non ha nessun accento particolare. Italiano perfetto!».

Giulia fermò la sua auto in un piccolo parcheggio.

«Siamo arrivate. Dai, scendi che Karl ci aspetta!».

Non le diede tempo di replicare e la fece entrare in una piccola porticina già aperta.

Dopo aver percorso un piccolo corridoio al buio, arrivarono davanti ad una porta socchiusa.

Entrarono e si ritrovarono in una stanza in penombra adornata da oggetti particolari che le due ragazze non avevano mai visto.

Seduto ad un enorme tavolo, Karl le osservò senza parlare e fece cenno di sedersi. Intimorite, le due amiche si guardarono senza parlare. Karl, con una voce molto profonda, disse a Giulia di uscire nella sala d’aspetto.

Jenny era imbarazzata.

Karl la osservava da diversi minuti senza proferire parola e la ragazza non sapeva che fare.

Improvvisamente, l’uomo si alzò, la prese per mano, la accompagnò verso un lettino medico e la fece stendere. Le pose una mano sulla testa e l’altra sul basso ventre e sottovoce iniziò a pronunciare parole che Jenny non comprendeva.

Tutto durò circa cinque minuti nei quali la ragazza si sentì come immersa in una sorta di torpore.

Quasi senza accorgersene si ritrovò seduta al tavolo di fronte all’uomo che la guardava senza parlare.

«Che mi è successo?» chiese la ragazza che si sentiva intontita.

«Sono duecento euro!» fu la risposta di Karl che allungò la mano senza dirle nulla sul suo operato.

Jenny, un po’ intimorita aprì il portafoglio, ne estrasse il denaro e lo mise sulla mano tesa di Karl.

«Allora? Come è andata?» chiese Giulia, impaziente di sapere tutto dall’amica che, per tutta risposta alzò le spalle facendole capire che non aveva idea di quello che fosse accaduto in quella stanza.

Giulia non insistette poiché l’espressione di Jenny era chiara. Non aveva nessuna voglia di parlare.

Rientrano a casa in completo silenzio.

Jenny spiegò frettolosamente dove era andata e il motivo.

Smise di parlare quasi subito.

Continuò a preparare le valigie sempre in silenzio e dopo qualche ora partirono per le vacanze.

28 giugno 2021

Max e Jenny entrarono in casa sentendosi un pochino tristi dato che la vacanza era finita in fretta.

Tra l’altro, la ragazza non si sentiva bene sin dalla sera precedente, quando, mentre erano al ristorante, subito dopo aver degustato il dolce, si era sentita male ed era corsa in bagno per vomitare.

Appena entrati in cucina, Jenny si sedette in preda ad un forte capogiro.

«Amore che hai? Chiamo il dottore?».

«Ma no, non ti preoccupare, sarà qualcosa che ho mangiato ieri sera e mi ha fatto male».

Non fece in tempo a finire la frase che dovette alzarsi per correre in bagno a vomitare di nuovo.

Max era preoccupato e dopo circa un minuto, andò a bussare alla porta chiedendole se stesse bene.

Jenny gli disse di tranquillizzarsi dato che le sembrava di sentirsi meglio dopo l’ennesima volta che il suo stomaco la tradiva.

Si rialzò lentamente sentendosi debole, si sciacquò il viso e la bocca e si osservò allo specchio, notando quanto le sue occhiaie erano profonde.

Mentre, tra sé e sé si chiedeva il motivo di tanto star male, l’occhio le cadde su un astuccio nuovo di un test di gravidanza, non utilizzato, posato dentro l’armadietto al lato sinistro dello specchio sopra il lavandino.

Lei, dopo l’ultimo referto ginecologico non aveva più voluto sentir parlare di tali pratiche.

Un pensiero improvviso le attraversò la mente:

“Non sarà che …, no…non può essere possibile!”

Quasi automaticamente, in maniera concitata, ruppe la scatola e seguì con trepidazione la procedura.

Quello che lesse, dopo pochi minuti, sul display dell’astuccio la lasciò senza fiato.

«Max, Max!» urlò correndo verso la cucina dove suo marito era intento ad armeggiare con il telecomando della TV.

«Che c’è amore? Perché urli? Stai male di nuovo?».

Lei, per tutta risposta lo abbracciò forte.

«Amore, sono incinta!»

Max rimase senza parole. Le domandò come potesse essere accaduto.

Lei gli ricordò il santone da cui si era recata prima della loro partenza.

Appariva un evento al limite dell’assurdità. Eppure, si dissero, che Karl aveva fatto il miracolo.

Jenny chiamò immediatamente Giulia per avvertirla del lieto evento e per ringraziarla.

I due giovani mandarono messaggi a tutti i loro amici e familiari.

Erano entrambi al culmine della felicità!

20 febbraio 2022

«Spingi! Forza! Dai Jenny, ci siamo quasi… Eccolo… è un bellissimo maschietto!»

L’ostetrica sorridendo mostrò il bimbo appena nato a Jenny e a Max che aveva voluto assistere al parto.

La giovane mamma prese con amore il fagottino che l’ostetrica le porgeva.

«Sei bellissimo!» esclamarono commossi all’unisono i due neogenitori.

In quel preciso momento, le luci della sala parto iniziarono a traballare.

Un vento gelido attraversò la camera.

Jenny sentì il bambino che le scivolava via dalle sue braccia.

Cercava di trattenerlo.

Ma niente e nessuno riusciva a fermarlo.

Tutti i presenti erano sgomenti mentre il neonato lievitava nella stanza.

Poi, una forza invisibile lo assorbì e il piccino sparì nel nulla.

Jenny emise un urlo spaventoso.

Poi, sopraffatta dal dolore si accasciò svenuta.

25 marzo 2022

Karl, spostò lentamente la libreria.

Dietro ad essa si celava una porta che aprì lentamente.

Entrò sorridendo mentre ammirava le cento culle distese in ordine nell’ampio salone.

Una donna gli si avvicinò e, senza parlare, gli indicò una culla.

Era quella del bambino ultimo arrivato.

L’uomo si avvicinò e guardò quell’esserino che dormiva tranquillo.

Gli sfiorò il capo con la sua mano ruvida.

«Jenny domani non si ricorderà più di te e tu farai parte del mio esercito! Un giorno avremo ai nostri piedi tutta l’umanità!».

Lentamente, tornò indietro mentre i suoi occhi si illuminavano di rosso.

Uscì dalla porta e si sedette al suo tavolo.

Doveva prepararsi.

Aveva un appuntamento con una nuova ragazza.

Ella non poteva avere bambini poiché era sterile.


UN FIGLIO AD OGNI COSTO è un racconto di Maria Teresa Breviglieri

Post a Comment